|
Per la Cisl la formazione dei sindacalisti e degli iscritti è un obiettivo strategico, tanto da meritare un riferimento specifico nello Statuto confederale e l'apertura del Centro Studi già nel 1951, a un solo anno dalla nascita della Cisl stessa. La Fiba è una categoria che ha preso molto alla lettera l'indicazione statutaria, investendo ingenti risorse e uomini di valore per realizzare interventi formativi di elevati standard di qualità. In particolare, la Fiba Emilia Romagna ha concretizzato il principio creando il dipartimento "Formazione e ricerca", con autonomia di risorse, e deliberando la partecipazione a pieno titolo del suo responsabile alle riunioni del Comitato Esecutivo regionale.
Questa cultura organizzativa è il prodotto di (e ha prodotto) una vera e propria "scuola" di formazione. Generazioni di formatori profondi e innovatori, dall'animo creativo come Alberani e Coccari, o dall'istinto organizzativo come Spaggiari. Metodologicamente, un po' vicina alla pedagogia salesiana dell'apprendimento cooperativo, senza mai abbandonare il sentiero dell'apprendimento organizzativo. Generazioni che hanno formato generazioni di grandi e competenti sindacalisti.
Oggi siamo fieri e forti del nostro passato, ma ancora e sempre impegnati nel cambiamento. Partire dal passato e non fermarsi nel passato. Ce lo chiedono gli iscritti, in questi che sono gli anni peggiori della nostra vita, come ha scritto qualcuno. Lo chiedono i sindacalisti, nel loro ruolo sempre più cruciale e scomodo, schiacciati dalla disumanizzazione dei rapporti sindacali globali. Infine i dirigenti sindacali, sempre più chiamati a sopperire alla politica con professionalità ed equità.
Cambiamo con l'obiettivo di procedere e di precedere. In questo senso siamo formazione organizzativa e d'organizzazione. La persona è il cuore pulsante di ogni organizzazione. Occorrono competenze, motivazioni, consapevolezze per gestire il rapporto con l'organizzazione in modo armonico e coerente. Altrimenti – oggi più di ieri – l'organizzazione (anche il sindacato!) si riduce al mostro onnivoro che comprime il tempo libero, la qualità della vita, il piacere e l'estetica del lavoro.
La nostra formazione organizzativa ha come obiettivo di fondo lo sviluppo di competenze, motivazioni e consapevolezze in grado di accompagnare la persona verso un lavoro piacevole, di crescita, bello prima ancora che buono, come scrive qualcuno.
Perché la qualità, la crescita personale e il gusto del bello portano alla qualità del lavoro e della prestazione. Questo è il senso della causalità, e non viceversa. E questo è il punto di partenza della nostra formazione organizzativa, che parte dalla crescita della persona per sviluppare una cultura organizzativa coerente. Quindi il migliore futuro per l'organizzazione.
La deontologia
Formare è un termine sibillino, se rivolto alla persona. Formare, cioè "dare forma". La Fiba Emilia Romagna ritiene che la formazione sia un'opportunità per ciascuno di sviluppare competenze, motivazioni e consapevolezze proprie. Una crescita personale individuale in grado poi di diventare patrimonio collettivo nello sviluppo di cultura organizzativa coerente.
Tale crescita personale è compatibile con lo sviluppo organizzativo. Anzi: lo promuove. Favorisce infatti una cultura organizzativa coerente, in cui la persona è al centro e motore di un'organizzazione migliore. Un'organizzazione che apprende e che mette in condizioni di apprendere le persone.
Da questo pensiero è nata l'idea di formAzione, il logo che esplicita l'obiettivo di dare forma all'azione organizzativa.
I principi che guidano il nostro lavoro sono:
1) Finalità. Ciascun intervento formativo è teso a sviluppare la cultura organizzativa, fonte dei comportamenti organizzativi, attraverso un coerente sviluppo delle competenze, motivazioni, consapevolezze delle persone che la determinano. Le finalità sono preventivamente negoziate con le strutture committenti.
2) Trasparenza. Gli obiettivi didattici vengono sempre esplicitati preventivamente ai partecipanti ai corsi e non vi possono essere obiettivi formativi diversi o in aggiunta a quelli esplicitati ai corsisti.
3) Interazione e riservatezza. Il corso di formazione è un ambiente "protetto". Affinché si sviluppi reale apprendimento è necessario che la persona coinvolta partecipi attivamente, sia disponibile a mettersi in gioco, si confronti con se stessa e con gli altri in modo aperto. Tutto ciò può avvenire solo in un ambiente protetto che i formatori e l'ente organizzatore devono presidiare e governare.
4) Professionalità. L'analisi del fabbisogno formativo, la progettazione dei corsi, lo svolgimento, la verifica delle ricadute organizzative vengono svolte da un team dedicato, in continuo aggiornamento e applicando le più attuali metodologie formative disponibili.
5) Qualità. Il miglioramento continuo, il lavoro di gruppo, la verifica interattiva di processo, l'ascolto attivo sono perseguiti dallo staff in ogni fase della formazione. Ogni dettaglio è coerente con gli obiettivi fissati e comunicati e il margine di aleatorietà è ridotto al minimo possibile per garantire l'integrità dell'intervento.
La squadra della Formazione è composta da:
Andrea Paterlini (responsabile dipartimento formazione e ricerca)
Ettore Bellelli (formatore senior)
Alberto Enzini (formatore)
Alberto Neri (formatore)
Paolo Parisini (collaboratore)
|